
Scopri come è possibile rilasciare le emozioni spiacevoli, vivendo in armonia con il vero sé e con la propria vera natura. Sembra difficilissimo riuscirci… Perché difficilissimo? Quando teniamo la penna in mano e la stringiamo fortissimo, all’inizio ci accorgiamo che stiamo scomodi ma col tempo ci abituiamo e non ce ne accorgiamo più. La stessa cosa è con le emozioni spiacevoli: non ci accorgiamo più che ci disturbano perché ci siamo abituati.
Vi ricordate il racconto della rana che, messa nell’acqua calda, salta fuori, invece messa nell’acqua fredda riscaldandola col tempo si cucina? Così noi conviviamo con le emozioni spiacevoli. Se io vi dicessi che è possibile liberarsi da esse, che è possibile vivere in armonia con il vero sé, con la vera natura senza sentire disagio? Non mi credereste, e fareste bene! Anch’io non ci ho creduto finché non ho trovato questo metodo. Metodo elaborato da tanti esperti, ma alla fine ho trovato David R. Hawkins. Una persona che ha dedicato tutta la sua vita a questo metodo.
Noi pensiamo che le emozioni si attaccano a noi e che non vogliono andarsene via. Ci identifichiamo con esse e pensiamo che fanno parte della nostra vita. Invece ci dimentichiamo che siamo noi ad avere il controllo sulla nostra vita. Se in un momento della nostra vita ci sentiamo tristi o dispiaciuti, siamo noi a scegliere di vederla così. Abbiamo la possibilità di scegliere cosa sentiamo cambiando il punto di vista.
Mi chiederai come fare?
Ti rispondo raccontandoti una situazione della mia vita. In un viaggio, ho scelto di prendere il taxi per andare dall’aeroporto alla stazione dei treni. Ho fatto questa scelta perché mi è stato detto che il taxi costa poco più di un mezzo di trasporto del servizio ufficiale di questa città. Sono rimasta scioccata dopo aver sentito dall’autista di taxi il prezzo totale di un tratto breve: 25€. Potreste pensare che non è proprio così tanto, ma mi aspettavo molto meno e mi sono sentita arrabbiata e delusa. Era l’inizio del mio viaggio in questo paese e mi sentivo già male.
Sentivo che non potevo rimanere così attaccata a questa rabbia e delusione, mi avrebbero rovinato la vacanza. Mi immaginavo già immusonata (è un termine che ho imparato da poco) per tutto il tempo della vacanza, pensando che fosse il tassista a rovinarmi la vacanza. Poi mi sono ricordata della tecnica che ho imparato e che avevo usato con successo anche nel mio lavoro. E così, in treno (che alla fine ho preso) ho cominciato a rilasciare queste due emozioni che erano nate in me.
È successo il miracolo, immediatamente sono ritornata serena e felice, con la mente più limpida per trovare le strategie che mi avrebbero aiutato la volta successiva a soddisfare il mio bisogno di “trasporto economico”. Nei giorni successivi ho raccontato il fatto ai miei amici, ma senza rancore, rabbia o delusione, concentrandomi solo sulla soluzione. Qual è la riflessione? Che siamo noi a essere artefici della nostra vita, se abbiamo il coraggio di affrontare le difficoltà, ma soprattutto se ci prendiamo la responsabilità della nostra vita senza dare colpe agli altri.

Come si attua il rilascio delle emozioni spiacevoli?
⦁ Per prima cosa dobbiamo riconoscere l’emozione che associate ad un evento o ad una difficoltà. Cosa vuol dire riconoscere? Vuol dire capire cosa sentite che vi fa star male, qual è l’emozione che vi disturba quando ripensiamo all’evento. Questo punto non è facile, perché non siamo abituati a riconoscere le nostre emozioni spiacevoli (per questo uso una lista delle emozioni già pronta). È doloroso contattarle, e ancora più doloroso osservarle. Ma è l’unico modo per accoglierle. Riconoscendole, date a loro lo spazio e il permesso di esistere, perché è di questo che hanno bisogno: farsi sentire! L’attenzione che diate a loro fa sì che esse… diminuiscano, rimpiccioliscano. Incredibile, ma è così! Dare un nome e la giusta attenzione all’emozione è la prima parte del lavoro.
⦁ Accogliere è la seconda parte di questo processo, visualizzate in voi l’emozione (dove la sentite: in pancia, in testa, nelle braccia, nelle gambe). Adesso da 1-10 date punteggio d’intensità della emozione che sentite in voi. Le date il suo spazio se le diate una forma (macchia, palla, triangolo, sasso) un colore, un odore, una dimensione, un peso. Accogliendo tutto questo in voi, le date il benvenuto e la accettate. Esattamente: accettare una parte in voi che è già esistente, presente dentro. Se non le accette, lei tenterà di insinuarsi nei vostri pensieri, di condizionare il vostro stato d’animo, anche inconsciamente. Se facciamo finta che non esista, l’emozione busserà ancora di più per farsi notare: come un bambino che non ha abbastanza attenzioni da parte dei genitori, fa di tutto per essere visto. Accoglierla, darle il benvenuto e accettarla è l’unico modo per lasciarla andare via.
⦁ Dopo averla visualizzata e rivissuta, la Rilasciamo. I mei clienti trovano diversi modi per farlo: la mandano via per una porta immaginaria, o una finestra, o un tunnel, oppure la strappano con le mani, la tagliano con le forbici, la soffiano via con il vento. Immagino cosa state pensando ora: questa è pazza, troppo semplice! E invece è così, è straordinario. E per questo sono grata a David R. Hawkins, per la semplicità e efficacia del suo metodo.
⦁ Alla fine, visualizzate cos’è rimasto nel posto che prima era occupato dall’emozione. È importantissimo! Perché ciò che è rimasto dopo il rilascio è la nostra essenza, il nostro vero io, la nostra purezza. Dovete riconoscere e dare un nome a questa nuova emozione/nuovo stato. Spesso vedo il bianco, il limpido che per me è la presenza, il vivere qui ed ora. A volte vedo i miei organi in un stato naturale, belli sani, vitali. A volte i miei clienti vedono le nuvole, i prati che associano alla sensazione di pace, di tranquillità. Accogliere tutto ciò che è rimasto dopo il rilascio è prezioso.
⦁ Ora provate immediatamente a rivivere mentalmente l’evento che aveva scatenato la prima emozione. Con il vostro nuovo stato, nuovo valore, nuova emozione piacevole provate ad immaginarvi d’avanti all’evento. È incredibile quanta energia ci sarà in voi per affrontarlo in modo diverso. Arrivano immediatamente nuove soluzioni. Pace e serenità si radicano in noi. L’evento non ha più la forza sconvolgente di prima e la nostra mente (io penso in connessione con l’anima) ci sorprende, affronta l’evento con AMORE! Meraviglioso.
Per chi conosce la Comunicazione Nonviolenta di Marshall Rosenberg potrebbe dirmi, ma le emozioni ci segnalano i nostri bisogni, sono fondamentali nel processo di riconoscimento dei bisogni. Sono d’accordissimo. I nostri bisogni usano le emozioni come lampeggianti, come i campanelli per far sentire soddisfazione oppure insoddisfazione dei bisogni. E allora perché rilasciarle. Non sto dicendo di ignorarle, sminuirle, sto dicendo rilasciarle per avere cuore puro, una connessione tra cuore e mente che ci permette ad agire con amore, anche verso i eventi spiacevoli. Questo lo scopo. Rilasciare e vivere la propria vita senza limiti. Prendere le decisioni senza emozioni ci permette a capire di cosa disponiamo veramente. Quale la nostra potenzialità. Grazie a questo prendiamo migliori decisioni, che ci aiutino ad ottenere i nostri obbiettivi, i nostri sogni, senza sabotaggio. Io sto già sperimentando il beneficio grandioso! Le emozioni sono solo emozioni, non siamo noi le emozioni, le abbiamo.
Buon cammino a tutti.
Edyta Ewa Dabrowska, Counselor Professionista, operatrice della Tecnica di Rilascio Emozionale.
